ASCANIO CELESTINI - Il Piccolo Paese

Racconti

di e con Ascanio Celestini
tecnico del suono Andrea Pesce

In “Confessione di un assassino” Joseph Roth fa dire a Golubcik che «le parole sono più potenti delle azioni - e spesso rido quando sento l’amata frase: “Fatti e non parole!”. Quanto sono deboli i fatti! Una parola rimane, un fatto passa! Di un fatto può essere autore anche un cane, ma una parola può essere pronunciata soltanto da un uomo».

Nei miei racconti cerco di mettere insieme le parole e non di fatti. Certe volte non accade niente. Un meccanismo che si inceppa è l’unico avvenimento. Spesso i personaggi non hanno nome e le relazioni arrivano quasi ad azzerarsi. Ci sono le parole che diventano semplici come rotelle di un ingranaggio, come chiodi che tengono insieme dei pezzi di legno.

I racconti del Piccolo Paese sono microstorie che iniziano e finiscono in pochi minuti, una specie di concept album dove canzoni diverse raccontano un unico luogo. Qualcuna proviene dalla tradizione popolare, ma tutte hanno in comune l’improvvisazione. Salgo in scena senza copione e scaletta.

«fra le righe risuona un mistero antichissimo che lega i pupi siciliani ai classici greci, il passatempo con cui si apre Fanny e Alexander di Ingmar Bergman alla drammaturgia balinese, le marionette di Guido Ceronetti al Wilhelm Meister».

Valerio Magrelli - La Repubblica

Villa Pignatelli
venerdì 15 novembre > ore  21:00

  > Info

Media Partner

Logo Ateneapoli Logo Julie Italia