Museo Nazionale di Capodimonte

Visita guidata alla Sezione Ottocento - domenica 17 novembre > ore 11:30

Performance musicale conclusiva: Anima Dea – duo chitarra e voce
con Cristina Pucci e Luciano Saiano

La nuova Sezione Ottocento è allestita in alcuni ambienti del piano ammezzato cui si accede attraverso il suggestivo scalone esagonale, le sale del ‘piano matto’ erano gli spazi privati della corte all’epoca dei sovrani Borbone e Savoia. Nel 1816 ospitano l’appartamento di Ferdinando I, successivamente, a metà secolo diventano il “quartino ad uso di S.A.R. la Principessa D.a Carolina”, nipote di Ferdinando, che, andata in sposa a Carlo di Montemolin nel 1850, ebbe la disponibilità di abitarlo durante i suoi soggiorni a Napoli. In epoca Savoia, gli ambienti vengono destinati al ramo cadetto dei Duchi di Aosta, che vi soggiornano fino al 1948.

L’intervento attuale nelle sette sale valorizza il fascino ottocentesco degli spazi, con vista sul parco, sulla città e sui cortili monumentali del museo, l’allestimento - oltre duecento opere tra dipinti, sculture, oggetti d’arredo ed anche tessuti e tendaggi - suggerisce una dimensione più intima, lontana dalla maestosità degli ambienti di rappresentanza dell'Appartamento Reale al piano nobile della Reggia.

La nuova sezione completa la selezione di opere dedicate all’Ottocento, esposta attualmente nelle sale al terzo piano del museo, il cui nucleo centrale si riallaccia al proposito, nato subito dopo l'Unità d'Italia, di istituire a Capodimonte una ‘Galleria di Arte moderna’ destinata ad ospitare opere di artisti viventi. L’ordinamento delle opere consente di approfondire l’evoluzione dei vari aspetti del gusto e della cultura figurativa napoletana durante tutto il XIX secolo con un allestimento realizzato per ambienti tematici che rievocano atmosfere d’epoca.

Le opere esposte sono pervenute al Museo per acquisto sia dei sovrani borbonici che di Casa Savoia, ai quali nel secolo XX si sono aggiunti anche sostanziosi nuclei di opere d'arte donate allo Stato da illuminati collezionisti napoletani come Alfonso Marino (1957), Gustavo Toma (1961), Giuseppe Cenzato (1969) e Angelo Astarita (1970).

Performance musicale: Anima Dea

La grandezza della canzone classica napoletana si compie al suo ascolto già dalle prime note, ed è una magia che si ripete sempre e dovunque. Su questo principio il Duo “Anima dea” costruisce la sua idea, dimostrando attraverso gli arrangiamenti originali realizzati, che un brano napoletano, rispettata la sua melodia, conserva quella magia anche su armonie e ritmi presi in prestito da altri stili musicali, ed ecco che potrebbe tranquillamente prendere posto, nelle zone più alte, al fianco di uno standard jazz, di una ballata bossa, di un tango o di uno swing, con un pizzico di sale del…Mediterraneo.

Museo Nazionale di Capodimonte
domenica 17 novembre >ore 11:30

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